ECO e NARCISO: Lo Specchio Infranto dell'Asse I/VII
La Croce Cardinale -
L'Architettura della Ferita
Una nota per i futuri Astrocoach: Mentre leggete questa analisi, vi invito a farlo con un doppio sguardo. Il primo, per la vostra comprensione personale. Il secondo, per iniziare a pensare come veri operatori del Metodo Flowering Simbolico: ogni concetto e, soprattutto, le domande finali, sono uno strumento che potrete usare per guidare i vostri futuri clienti. Se ancora non lo hai letto, leggi il primo articolo: Introduzione e Etica
Si parla tanto di relazioni tossiche, di narcisismo e di dipendenza affettiva.
Nel Metodo Flowering Simbolico, proviamo a guardare queste dinamiche attraverso la lente senza tempo dello zodiaco, non per apporre etichette diagnostiche – compito che spetta unicamente a psicoterapeuti e psichiatri – ma per fornire agli operatori una mappa chiara per riconoscere tendenze e schemi che abitano in tutti noi.
Il nostro viaggio inizia dove inizia lo zodiaco stesso, con il conflitto primordiale che definisce la nostra identità: l'asse I/VII, l'asse del Riconoscimento. È qui che incontriamo i due protagonisti del nostro dramma: Eco e Narciso.
L'Asse del Riconoscimento: Io esisto perché Tu mi vedi
L'asse I/VII è il fondamento dell'intersoggettività. Ci pone di fronte a una tensione fondamentale e perenne:
- Polo I (Ariete/Ascendente): Il bisogno di autodeterminarsi, di essere un "IO" unico, libero e agente.
- Polo VII (Bilancia/Discendente): Il bisogno di essere riconosciuto dall' "ALTRO" per poter esistere e avere un'identità.
Questo asse dovrebbe essere un elastico, un'altalena che oscilla tra questi due bisogni.
Ma cosa succede quando l'elastico si spezza o si irrigidisce su uno dei due poli? Si creano le due grandi distorsioni della personalità relazionale: quella dipendente e quella contro-dipendente. Eco e Narciso.
Le Due Distorsioni: Eco e Narciso allo Specchio
Eco (la dipendente affettiva) e Narciso (il contro-dipendente) sono le due facce della stessa ferita, due modi opposti di gestire un'identità fragile. Analizziamo le loro strategie speculari, che ogni operatore deve imparare a riconoscere:
- Rappresentazione di Sé:
- Eco: Sminuisce e ridimensiona sé stessa.
- Narciso: Ha un Sé grandioso e iper-valutato.
- Rappresentazione dell'Altro:
- Eco: Idealizza e iper-valuta l'altro.
- Narciso: Svaluta e ridimensiona sempre l'altro.
- Rappresentazione della Relazione:
- Eco: Si identifica totalmente con la relazione, sacrificando e smarrendo sé stessa.
- Narciso: Nega il bisogno della relazione; l'altro è solo uno specchio per ammirarsi.
- Dinamica della Reciprocità:
- Eco: Dà tantissimo, si addossa tutta la responsabilità e si accontenta di briciole.
- Narciso: Dà qualche briciola ogni tanto, pretende tantissimo perché "gli è dovuto" e la colpa è sempre dell'altro.
La loro danza è destinata a finire male, perché manca l'elemento fondamentale di ogni relazione sana: l'oscillazione e la reciprocità.
Dalla Teoria alla Pratica: Le Domande Chiave dell'Asse I/VII
Queste domande sono uno strumento potente per iniziare a usare attivamente il tuo tema natale. Richiedono tempo, riflessione e una spietata sincerità. Per rispondere, prova a metterti in una posizione di auto-osservazione, come se una parte di te (I Casa) si guardasse attraverso gli occhi di un "altro interiorizzato" (VII Casa).
- Se desidero essere apprezzato e riconosciuto per ciò che sono o per ciò che faccio e lo mostro all'altro... allora l'altro mi…? (es. apprezza, valorizza, gratifica, sprona, oppure mi critica, mi ignora, mi svaluta, mi deride ecc.)
- Se desidero mostrare all'altro il mio valore e le mie capacità, allora l'altro mi...
- Se mi espongo e desidero emergere, allora l'altro mi...
Le tue risposte spontanee a queste domande inizieranno a svelare gli schemi interiorizzati che governano il tuo modo di stare in relazione e di percepire il tuo valore.
Abbiamo definito i profili dei nostri due archetipi e la loro dinamica sull'asse del riconoscimento, e ti abbiamo fornito le prime domande per iniziare la tua auto-indagine.
Ma da dove nascono queste ferite? Quali esperienze primarie portano alla creazione di questi schemi così rigidi?